10 aprile 2017

Recensione • Non contate su di me

Non contate su di me di Antonio Schiena
Casa editrice: Watson Edizioni
Genere: Crime
Collana: Ombre
Pagine: 228
Formato: Brossura
Prezzo: 10,00 euro
Voto: 5/5
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Trama

Primo è un ragazzo solitario e riservato. Nei momenti più bui della sua vita, si è ritrovato sempre affidato alla scrittura per sfogarsi e andare avanti. Un giorno però ritrova una lettera scritta dal padre, prima che morisse, e le sue certezze si sgretolano. Deluso da tutto, afferra i suoi appunti e sale sul tetto del palazzo per farne un falò. Qui incontra Futura, una ragazza dall'aria ingenua e indifesa che, in piedi sul parapetto, sta per gettarsi di sotto. Primo non ha la vocazione dell'eroe, anzi il cinismo che lo contraddistingue lo porta a scrollare le spalle di fronte a quella scena, proseguendo nell'intento di bruciare gli scritti che per anni ha custodito nella sua stanza. Futura però aspettava solo qualcuno a cui aggrapparsi. Inizia così a essere una presenza fissa nella vita di Primo, che invece non vuole alcun legame con lei e deve barcamenarsi fra uno strano sentimento non corrisposto per D e il coinquilino, Elia, che si sta lentamente distruggendo a causa del vortice malato in cui il suo compagno Riccardo lo sta trascinando. Quando, una notte, Primo e Futura troveranno il corpo senza vita di una giovane ragazza, Primo capirà che rimanere uniti è l'unica possibilità per affrontare la vicenda e che è arrivato il tempo di agire.

Recensione

Trattare di un romanzo come "Non contate su di me" di Antonio Schiena è senza dubbio difficile. Difficile perché complesso da inquadrare e certamente tutt'altro che facile intuirne il significato, perlomeno quello che rimane più celato da parte dell'autore.
Partendo dalla trama, il romanzo di Schiena ha per protagonista Primo, un giovane aspirante scrittore che conosciamo in uno dei momenti più bui della sua vita: il padre, appena deceduto, rivela al figlio una verità talmente sconcertante da indurre il giovane a disfarsi dei suoi scritti.
Salito sul tetto della palazzina, incontra Futura, in piedi sul parapetto intenta a suicidarsi. E' questo l'incontro che cambierà totalmente la vita di Primo, che lo porterà a rivedere lentamente le proprie priorità.
Ma il romanzo, lungi dall'inquadrarsi esclusivamente in tale vicenda, è molto di più.
L'autore si fa portavoce di un inno silenzioso alla vita, seppur le tematiche del suicidio e del fallimento la facciano da padrone.
Schiena dà una possibilità ad ogni suo personaggio. E la narrazione ruota esattamente attorno a questo. Due strade percorribili: la prima quella più semplice dell'arrendevolezza (più volte mascherata dal non trovare alternative possibili), mentre la seconda della caparbietà e del coraggio di opporsi a un "destino" beffardo.
I personaggio ruotano dunque attorno al medesimo interrogativo: quale strada scegliere?
E la risposta arriverà per tutti.
Altro tema, che si intreccia al primo, è quello del silenzio.
Filo conduttore del romanzo, che riscontriamo facilmente nel personaggio di Primo, è quello dello "stare alla larga da situazioni" e il protagonista è un campione in questo. Ed è forse l'aspetto che più mi ha colpita. Mi ha fatto sorgere non pochi interrogativi: cosa farei io al suo posto? farei la cosa giusta? qual'è la cosa giusta?
Domande che spesso appaiono scontate, ma quando ti trovi a vivere situazioni tutt'altro che facili, acquistano sfumature diverse.
La disillusione e il fallimento fanno parte della vita di tutti i protagonisti.
Primo, deluso dalla condotta del padre, anche in punto di morte e dalla propria vita che lo ha portato a dividere un piccolo appartamento con Elia, giovane squattrinato, frustrato anch'egli da un'esistenza sempre alla ricerca di una propria identità. Quest'ultimo che si annullerà per colpa di un amore malato e impossibile verso Riccardo.
Poi c'è Futura, personaggio chiave del romanzo. Particolare ed eclettica, la giovane ha un passato tutt'altro che facile alle spalle che l'ha resa fragile e forte allo stesso tempo.
E sarà proprio lei a porre Primo di fronte ad una scelta. Primo saprà coglierla?
Questo romanzo è uno schiaffo in pieno viso. E' cinico, tagliente, ma (ahimè) vero.
Chiunque potrebbe impersonarsi nel protagonista, se non per tutto il suo vissuto, almeno per una parte. Primo infatti è tutti noi. Lo è quando alle elementari eravamo talmente impauriti dal bulletto della scuola, da non essere in grado di reagire o difendere altri. Lo è quando cambiamo canale appena ci si palesa una notizia tutt'altro che positiva. Lo è nelle piccolezze, che senza accorgercene finiscono per divenire il vissuto di ognuno di noi.
Eppure l'autore, che tira le fila come un lontano spettatore, ci offre una possibilità.
Sta a noi coglierla.
Ho dato a questo romanzo 5 stelline su 5. Non solo per le vicende narrate, ma per il modo con il quale sono trattate. Lo stile è spregiudicato, graffiante e il messaggio forte. Un messaggio di denuncia, ma di vita. Parole aspre ma necessarie, soprattutto per il momento storico che viviamo.
Lo consiglio a tutti. Nonostante non sia un romanzo semplice ed immediato, in particolare l'interpretazione di alcuni passaggi, spesso bui, è uno di quei prodotti che vanno letti.
Un romanzo eclettico, che si presta a più messaggi.

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