8 febbraio 2017

Recensione • Il Dominio del fuoco

Il Dominio del fuoco di Sabaa Tahir
Genere: Distopico
Casa editrice: Nord
Pagine: 422
Formato: cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 16,90 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Voto: 5/5

Trama

C'è stato un tempo in cui la sua terra era ricca di arte e di cultura. Laia non può ricordarsene, eppure ha sentito spesso i racconti su come fosse la vita prima che l'Impero trasformasse il mondo in un luogo grigio e dominato dalla tirannia, dove la scrittura è proibita e in cui una parola di troppo può significare la morte. Laia lo sa fin troppo bene, perché i suoi genitori sono caduti vittima di quel regime oppressivo. Da allora, lei ha imparato a tenere segreto l'amore per i libri, a non protestare, a non lamentarsi. Ma la sua esistenza cambia quando suo fratello Darin viene arrestato con l'accusa di tradimento. Per lui, Laia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai ribelli, che le propongono un accordo molto pericoloso: libereranno Darin, se lei diventerà una spia infiltrata nell'Accademia, la scuola in cui vengono formati i guerrieri dell'Impero...Da quattordici anni, Elias non conosce una realtà diversa da quella dell'Accademia. Quattordici anni di addestramento durissimo, durante i quali si è distinto per forza, coraggio e abilità. Elias è la promessa su cui l'Impero ripone le proprie speranze. Tuttavia, più aumenta la fiducia degli ufficiali nei suoi confronti, più lui vacilla, divorato dai dubbi. Vuole davvero diventare l'ingranaggio di un meccanismo spietato e senza scrupoli? Il giorno in cui conoscerà Laia, Elias troverà la risposta. E il suo destino sarà segnato.


Recensione
E' difficile decidere quale, dei molti aspetti recensire per primo, in un romanzo talmente complesso e dai tratti marcati. 
Inizio allora con il dire che il primo volume distopico di Sabaa Tahir ha valso il mio voto più alto. Gli ho dato 5 stelline su 5 per diversi motivi, ma primo fra tutti l'avermi coinvolta fino alla fine. Ma non solo.
"Il dominio del fuoco" è un colpo di scena dietro l'altro e l'intervallarsi dei due punti di vista di Laia ed Elias, conferisce fluidità al racconto. 
I due protagonisti sono nati e cresciuti in una futura terra, arida e governata dall'Impero, sistema oppressivo, affine all'Antico Impero Romano, organizza la popolazione in rigide caste. 
Mentre Laia appartiene ai dotti, categoria infima e relegata ai margini della società, Elias Veturius frequenta, da quando era solo un bambino, l'accademia di Rupenera, luogo dove vengono forgiati i combattenti più spietati dell'Impero. 
Mano a mano che gli anni passano, il ragazzo sviluppa un'avversione nei confronti del più alto potere e la sua fede, un tempo cieca, inizia a vacillare. Dal canto suo, Laia, intenzionata a salvare il fratello Darin, proprio dalle grinfie dell'Impero, arriverà a sacrificare se stessa e il proprio orgoglio in nome della Resistenza.

Il romanzo della Tahir aveva già valso un mio punteggio alto grazie all'ambientazione. Futuro (o almeno è quello che ho percepito durante la lettura). Distopia. Riviviscenze dell'Impero Romano. Insomma tre ingredienti che hanno subito creato un'empatia nei confronti del romanzo. 
Il momento storico vissuto dai protagonisti è grigio e spietato. La scrittrice non si trattiene in descrizioni talvolta crude, tuttavia che aiutano a conferire estrema veridicità alle vicende. 
La narrazione è in prima persona, al tempo presente, aspetto che rende ancora più semplice una totale immedesimazione.
Ed è proprio la facilità con la quale si diviene parte del romanzo ad arricchire la lettura. Le parole divengono un rapido mezzo per calarsi nella storia e lasciarsi assorbire dagli avvenimenti. 

I due punti di vista che il lettore segue iniziano con l'essere separati l'uno dall'altra, per poi, circa a metà romanzo, toccarsi. Entrambi i protagonisti dimostrano una forza esemplare per mezzo di due modi diversi. Laia desidera combattere l'Impero per riavere l'amato fratello indietro, mentre Elias si vuole opporre alle atrocità della realtà dalla quale egli stesso proviene. Sebbene la modalità sia duplice, gli scopi tenderanno sempre più a sfiorarsi.  

E' un romanzo da leggere per quanto è scritto e strutturato bene. Lo consiglio a chi ama soprattutto la distopia, come la sottoscritta. 

0 commenti:

Posta un commento

 

Bookitipy Template by Ipietoon Cute Blog Design